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La menopausa donna cinquantenne

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.......naturalmente.

La menopausa

 
 

la menopausaLa menopausa è un evento sempre più in crescita che riguarda circa il 30% della popolazione femminile: in Italia in base all'ultimo censimento nazionale almeno 9 milioni di donne sono in menopausa.

Si tratta di un fenomeno biologico naturale che rappresenta la cessazione delle mestruazioni per l'esaurimento della attività follicolare ovarica e relativa interruzione della produzione di estrogeni e progesterone (menopausa dal greco men=mese; pausis=cessazione).

In realtà, benché i livelli di estrogeni calino drammaticamente con la menopausa, questi ormoni non sono completamente assenti, altri organi, come le ghiandole endocrine, continuano a produrre estrogeni per garantire la funzionalità dell’organismo.

Gli estrogeni, infatti, svolgono numerose, importanti funzioni regolatorie: nell’ossificazione, in una serie di funzioni cerebrali che determinano i comportamenti fisici ed emozionali delle donne, nel mantenimento del tono della pelle e della termoregolazione corporea.

La menopausa è spesso caratterizzata da sconvolgimenti psichici e fisici, che abbassano di molto la qualità della vita.

La salute della donna in menopausa sta diventando un aspetto sempre più emergente per l'aumentata aspettativa di vita; infatti la donna trascorre attualmente più di un terzo della propria esistenza in menopausa ed è sbagliato identificare la menopausa con l’invecchiamento.

La menopausa si presenta in tutte le donne ma si manifesta in modo non univoco, per cui il trattamento va personalizzato e per ogni scelta devono essere valutati i rischi e benefici per quel soggetto.

Per tutte le donne la menopausa dovrebbe essere un segnale per iniziare un programma di salute il cui fine ideale sarebbe quello di mantenere il benessere psico-fisico per tutta l’esistenza.

Questo articolo è suddiviso in quattro sezioni:

DEFINIZIONI
DISTURBI MENOPAUSALI NEL BREVE TERMINE
DISTURBI MENOPAUSALI NEL LUNGO TERMINE
QUALI SONO I TRATTAMENTI PER LA MENOPAUSA?

 

DEFINIZIONI

Menopausa spontanea

La menopausa naturale è definita dall'ultimo ciclo mestruale ed è identificata retrospettivamente da dodici mesi di amenorrea, per la quale non occorrono altre cause patologiche o fisiologiche.

Nel mondo occidentale l'età media è circa 51.4 anni che non si è modificata nel tempo, pur allungandosi la durata media della vita.

Due fattori sembrano influenzare l'età di menopausa la familiarità e il fumo, soprattutto in relazione alla durata e al numero di sigarette. Non sono state trovate relazioni tra l'età di menopausa e quella del menarca, l'uso dei contraccettivi orali, lo stato socio-economico.

Mancinismo: studi epidemiologici hanno mostrato che le donne mancine presentano l'ultimo flusso mestruale mediamente 5 anni prima di quelle destre permettendo di avanzare ipotesi circa la correlazione dei due fenomeni.

Climaterio

Altro termine, spesso usato come sinonimo di menopausa, è climaterio, dalla parola di origine greca "klimakter" che significa scalino/passaggio, ma che in realtà ha un significato temporale più ampio della menopausa, abbracciando l'intero periodo di transizione in cui la donna passa dallo stato di normale fertilità a quello di sterilità.

Stile di vita

La menopausa dovrebbe rappresentare per la donna un momento per valutare la propria salute e le proprie abitudini di vita.

Lo stile di vita costituisce, infatti, una delle variabili più importanti nel condizionare il tipo di "invecchiamento". Abitudini di vita sane hanno un effetto protettivo tanto maggiore quanto più precocemente iniziate e mantenute nel tempo.

L'attenzione all'alimentazione sana, al movimento fisico giornaliero, all'equilibrio tra attività e riposo, alla necessità di continui stimoli mentali ha un ruolo molto importante nel determinare il benessere nella senescenza.

FUMO-VITA SEDENTARIA-ALCOOL

FUMO: è uno dei principali fattori di rischio. Esso, soprattutto nelle donne magre, anticipa di 1-2 anni la comparsa della menopausa. Più della metà degli attacchi cardiaci nelle donne di mezza età sono attribuibili al fumo di sigaretta. Il rischio coronario comincia a diminuire pochi mesi dopo la cessazione del fumo fino a raggiungere quello di un non fumatore dopo 3-5 anni.
I fumatori hanno un rischio di morire aumentato e circa il 30% dei tumori sono in relazione col fumo.
Il fumo, specie nei soggetti magri, aumenta il rischio di osteoporosi. Inoltre, esso sia riducendo il circolo periferico sia interferendo con il metabolismo degli estrogeni determina un invecchiamento precoce della pelle.

VITA SEDENTARIA: circa il 60% degli uomini e delle donne non svolge un'attività fisica regolare, anche se in questa osservazione possono esserci diverse variabili. Infatti molti dati provengono da questionari che non valutano in termini di attività fisica i lavori domestici svolti da molte donne. Per esempio dare l'aspirapolvere per pulire due piani di casa consuma più energie che giocare nove buche a golf.
La vita sedentaria favorisce la perdita ossea mentre un moderato esercizio fisico protegge lo scheletro dalla demineralizzazione.

ALCOOL: l'abuso di alcool aumenta il rischio arteriosclerotico, sembra favorire l'insorgenza della neoplasia al seno e l’insorgenza dell’osteoporosi.
L'uso limitato di alcool, un bicchiere di vino al giorno, può essere bevuto tranquillamente con un probabile effetto protettivo nei confronti delle coronaropatie.

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DISTURBI MENOPAUSALI NEL BREVE TERMINE

sintomi della menopausaCon l'insorgenza della menopausa, ma già nel periodo precedente con la comparsa delle prime irregolarità mestruali, si può avere una sintomatologia (interessa circa il 75% delle donne) che può essere definita, quando presente, sindrome climaterica e comprende diversi disturbi quali:

Sintomi della menopausa
  • vampate di calore;
  • sudorazione, palpitazioni;
  • irritabilità, insonnia;
  • diminuzione del desiderio sessuale;
  • vaginiti;
  • stanchezza, perdita di iniziativa;
  • perdita della memoria breve

Tale sintomatologia è da riferire in buona parte alla carenza ormonale e può essere variamente rappresentata, avere differente durata e comparire già prima della menopausa, quando con l'inizio del climaterio si ha la perdita della secrezione ciclica ormonale.

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DISTURBI MENOPAUSALI NEL LUNGO TERMINE

Osteoporosi/fratture

osteoporosiL'osteoporosi viene oggi ritenuta una patologia e non un processo quasi fisiologico legato all'invecchiamento.

È una malattia caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da una alterazione della microarchitttura del tessuto osseo con conseguente aumento della fragilità ossea e predisposizione alle fratture.
Colpisce entrambi i sessi, in particolare le donne, le quali hanno una massa ossea minore.

L’osteoporosi è responsabile di un elevato numero di fratture ogni anno.

La carenza di estrogeni che si verifica in menopausa accelera il processo perché determina una rapida perdita di massa ossea soprattutto nel primo quinquennio successivo ad essa.

Malattia cardiovascolare

malattia cordiovascolareFino all'età di 50 anni le malattie coronariche sono rare nella donna mentre sono già ampiamente presenti nell'uomo; dopo la menopausa, col passare del tempo, venendo a mancare l'effetto protettivo degli estrogeni, le cardiopatie e gli infarti aumentano anche nel sesso femminile fino a diventare in tarda età le principali cause di morte.

Le malattie cardiovascolari (infarto miocardico, angina pectoris, ictus cerebrale) in Italia, come nel resto dei Paesi occidentali costituiscono la causa più frequente di mortalità in perimenopausa (50-59 anni).

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QUALI SONO I TRATTAMENTI PER LA MENOPAUSA?

L’obiettivo principale della terapia consiste nell’alleviare i sintomi e ridurre i rischi a lungo termine, come osteoporosi, malattia cardiovascolare.

Un trattamento dei principali disturbi della menopausa può essere rappresentato dalla terapia ormonale sostitutiva (HRT: hormone replacement therapy, o TOS).

Questa consiste nella somministrazione di estrogeni e progestinici sotto forma di compresse, cerotti o gel. Indubbiamente rappresenterebbe il trattamento più efficace per alleviare i disturbi e contemporaneamente prevenire alcune patologie associate alla menopausa ma l’uso di tale terapia è molto controverso per il possibile aumento di tumore al seno e, da dati recenti, di eventi cardiovascolari.

Inoltre le linee guida internazionali sconsigliano di prolungare la terapia ormonale sostitutiva oltre cinque anni.

Ne consegue che per molte donne in menopausa le terapie non farmacologiche – come la fitoterapia - possono essere la scelta migliore e in effetti risulta in netto aumento le donne in menopausa che si rivolgono alle terapie naturali.

I Fitoestrogeni

Estratti dalla Soia (Glycine max) e da altre piante come la Cimicifuga e Polygonum cuspidatum (Resveratrolo), sono in grado di trattare le vampate di calore e gli altri sintomi della menopausa grazie alle loro proprietà ormonali di tipo estrogenico.

Il Resveratrolo, contenuto nell’uva, nel vino (un bicchiere di vino ne contiene circa 0.5 mg) ed in altri vegetali, è considerato anch’esso un fitoestrogeno, grazie alla capacità di legarsi e attivare gli stessi recettori degli estrogeni, aiutando così la donna a mantenere la normale attività estrogenica.

Dal punto di vista chimico, i fitoestrogeni si possono raggruppare in tre categorie principali

  • ISOFLAVONI rappresentati dalla daidzeina, genisteina e biocanina A, sono i più attivi. Sono anche i più studiati, e si trovano nella soia e legumi;
  • LIGNANI sono presenti in quasi tutti i cereali, con più alte concentrazioni nei semi di sesamo e di lino;
  • CUMESTANI presenti in particolare nel trifoglio, nei semi di girasole e nei germogli dei fagioli;

I fitoestrogeni sono quindi sostanze naturali, contenute nelle piante, che hanno un’azione simile agli estrogeni, gli ormoni femminili. I fitoestrogeni vengono anche definiti estrogeni deboli. Infatti, pur avendo una struttura chimica simile agli ormoni femminili (17ß estradiolo), la loro attività biologica, ossia la loro potenza, è 1000 volte più lieve rispetto agli estrogeni prodotti dal corpo umano.

Studi epidemiologici sulla popolazione cinese e giapponese che consuma alte dosi di fitoestrogeni per la loro alimentazione ricca di soia, hanno dimostrato una netta riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, di osteoporosi e di tumori, rispetto alla popolazione occidentale, che ha un’alimentazione ricca di grassi animali e proteine. I cinesi e i giapponesi emigrati negli Stati Uniti d’America, che hanno adottato la stessa alimentazione americana, nell’arco di una generazione, presentano lo stesso rischio di malattie cardiovascolari e di tumori degli americani.

La North American Menopause Society (NAMS) raccomanda gli isoflavoni di soia, la cimicifuga e la vit E per il controllo della sintomatologia lieve/moderata della menopausa.

Quali sono gli effetti favorevoli dei fitoestrogeni?

I fitoestrogeni possono ridurre le vampate di calore, tipiche della menopausa. L’incidenza delle vampate è del 70-80% tra le donne europee e del 14-18% tra le donne orientali che, come sappiamo, hanno un’alimentazione ricca di soia. Alcuni studi hanno dimostrato che l’integrazione con farina di soia può ridurre le vampate del 40% in un periodo di tre mesi.

I fitoestrogeni sono in grado di ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari, come avviene nelle popolazioni orientali. L’azione protettiva si realizza sia sui grassi contenuti nel sangue (riduzione delle LDL-colesterolo e del colesterolo totale), sia sulla parete dei vasi arteriosi (rallentamento del processo di aterosclerosi, mediante un’azione antiossidante e una riduzione dell’aggregazione piastrinica). L’eccessivo accumularsi delle piastrine lungo la parete interna dei vasi favorisce, infatti, i microcoaguli responsabili poi dell’ostruzione arteriosa che favorisce infarti e ictus.

I fitoestrogeni possono agire in senso favorevole nella prevenzione della comparsa dell’osteoporosi:studi epidemiologici hanno dimostrato che le popolazioni orientali hanno una minore incidenza di osteoporosi rispetto alle occidentali. Il grande vantaggio rispetto alla terapia ormonale sostitutiva consiste nel fatto che tali preparati possono essere impiegati per lunghi periodi senza controindicazioni ed effetti collaterali.

I fitoestrogeni svolgono un importante ruolo di prevenzione nei confronti della comparsa di un tumore mammario. I dati epidemiologici mostrano come le popolazioni orientali hanno solo un decimo dei tumori mammari rispetto a quelle occidentali. Tuttavia, le orientali emigrate che abbiano adottato un'alimentazione occidentale, nel giro di una generazione hanno la stessa percentuale di cancro mammario delle donne occidentali. I fitoestrogeni sembrano essere utili anche in donne già colpite da tumore mammario. Le donne giapponesi colpite da tumore mammario hanno una prognosi migliore di quelle americane. In presenza di una alimentazione ricca di fitoestrogeni i tumori mammari sono più differenziati e quindi biologicamente meno aggressivi.

I fitoestrogeni sembrano comportare nel tempo una riduzione dell’incidenza di tumore dell’endometrio pari a 12 volte rispetto a quello delle popolazioni occidentali

Chi può utilizzare i fitoestrogeni?

Tutte le donne in menopausa che vogliono continuare a stare bene, ma non vogliono o non possono utilizzare le terapie ormonali classiche, possono trovare nei fitoestrogeni un trattamento alternativo efficace.

In particolare le donne che hanno paura a utilizzare gli ormoni, perché temono il possibile rischio di tumore mammario; oppure le donne che non sopportano alcuni effetti collaterali degli ormoni, come senso di gonfiore, aumento di peso corporeo, perdite di sangue irregolari, ricomparsa di alcuni disturbi premestruali; infine le donne che presentano delle controindicazioni agli ormoni, come tumore mammario, flebotrombosi o epatiti recenti.

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Link Utili

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La Repubblica Salute
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